Scrivere un romanzo fatto di racconti: Olive Kitteridge di Elisabeth Strout

Ci sono autori che non hanno problemi a sfornare opere di ampio respiro, gente che siede alla tastiera e senza accorgersene si trova a superare le 400 pagine di manoscritto (il problema per loro è stringere, non perdere la rotta). Ne esistono altri che preferiscono manipolare una materia più esigua e tagliente, che procedono limando…

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L’Alberto – racconto di Davide Re

L’autostrada dei Laghi, che una volta la purtàva i milanés in villeggiatura, la partìss da la metropoli e la pónta drìzz in direziùn dul Monte Rosa. ‘Ndi bèi giurnàa de ciél seren, adès, i pendolari póden vidée la só figùra bianca e negra, bèla granda in mèzz al parabrèzza rosa de l’uràri de turnàa a…

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Quarantena blues #5 – L’ipocrisia del tricolore

Da molte finestre e balconi pendono bandiere tricolore. Il mio vicino, che forse ha un passato da militare, ogni giorno ne issa una su un’asta rudimentale e la lascia sventolare per tutto il giorno. Fa un bell’effetto starla a guardare, sullo sfondo dei monti e del cielo azzurro. Sulle facciate delle case, poco a poco…

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Come si scrive un giallo (e non solo). I consigli di Patricia Highsmith

I migliori maestri sono quelli che non hanno nessuna pretesa di insegnare. Quelli che partono dalla consapevolezza che scrittori non si diventa per una trasmissione di nozioni e tecniche, ma grazie ad un percorso personale, per ciascuno diverso, fatto di talento, una montagna di letture e tanta pratica. E fallimenti. Non aspettatevi, leggendo questo libro…

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La curséta – racconto di Davide Re

Ascolta “La curséta – di Davide Re” su Spreaker. L’era la primavera dul véent. La gent che la parla temé nómm la gh’aveva giamò capì: un ànn bisestìl cunt ul nómm ch’al bufa al sarìa stà sfortunà. Infatti dul més de Febràr l’è sciupàda ona epidemia d’un brüt màl in giir per tucc’ ul mund,…

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Quarantena blues #4: incendi, linciaggi e mascherine

Non succede mai niente in queste settimane di isolamento. A parte il tentato linciaggio di una ragazza, al supermercato, a cui era scivolata la mascherina dal naso. Chiacchierava ignara con il tizio al bancone della macelleria quando dal reparto latticini si è sentito urlare in dialetto. Il senso della frase, al netto del turpiloquio, era…

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L’uso della prospettiva multipla: Mentre morivo di William Faulkner

Una madre muore. Un padre e i suoi figli caricano la bara su un carro e partono per il luogo in cui lei ha chiesto di essere sepolta. Dopo alcuni giorni di guai arrivano a destinazione. Niente di più semplice dal punto di vista della storia, niente di più sfaccettato dal punto di vista della…

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Quarantena blues#3: Smart working?

Accendo il computer. Dov’è il caricatore? Eppure era qui. “Franci, dove l’hai messo il caricatore?” “Boh…” Faccino innocente, palmi rivolti in alto. Dopo un quarto d’ora lo trovo, nella cesta dei giochi. “Dov’ero rimasto… Esplora file – Cartelle frequenti – Articoli – xyzxyz.odt” “Papà, voglio un foglio” dice Elisa. “Come, scusa?” “Per favore papà, mi…

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Quarantena blues#2: il telegiornale

Anche sui monti trentini le cose sono cambiate in fretta, e in peggio. Quando abbiamo saputo delle nuove misure allargate a tutta Italia ci siamo guardati in faccia, abbiamo guardato i bambini, che in quel momento si contendevano urlando un pennarello scarico, e ci siamo detti: meglio se non ci muoviamo da qui. L’aria è…

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Quarantena blues #1: I bambini

“Mamma, ce li abbiamo gli elastici?” Elisa, 4 anni e mezzo, ha in mano un foglio di carta su cui ha disegnato un arcobaleno e che poi ha piegato avanti e indietro decine di volte a mo’ di ventaglio. Francesco, quasi 2 anni, cerca di strapparglielo di mano e si becca uno spintone. “Un elastico?”…

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