30 anni dopo Berlino: oggi il muro è fatto di parole

Immaginate di avere davanti un amico che non incontrate da un po’. Voi dite: “Che bello vederti!” Lui però fa una faccia arrabbiata, si volta dall’altra parte. In preda alla confusione vi chiedete cosa stia succedendo e vi rendete conto che per lui “bello” significa “brutto”, anzi “bruttissimo.” Insomma, lo avete appena insultato. Così provate…

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Il vocabolario dell’odio della destra populista: quando il muro è nella testa di chi parla

Era una giornata calda di agosto e perdevo il mio tempo su Twitter. È il mio modo per farmi del male: piuttosto che fumare o andare al centro commerciale… Insomma, leggevo che la ONG Open Arms ha “presentato un ricorso al Tribunale per i Minori e alla Procura minorile di Palermo affinché i minori a…

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Il brivido di dire: Sono cattivo. Quattro ragazzini marciano su Arese

Venerdì scorso rientravo da una serata con amici. Era poco prima di mezzanotte e per le vie del centro di Arese, la piccola città in cui vivo, c’era poca gente: le solite facce consumate fuori dai bar, qualche coppietta che camminava a braccetto, ragazzini in bicicletta di ritorno a casa. Ero stanco, assonnato. Ho parcheggiato…

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Libri che scelgono me: Sostiene Pereira

Cosa ti dice un libro, quando ti parla? Che messaggio ti manda, dal suo angolo lontano nel tempo e nello spazio? E com’è possibile che parli proprio a te, in modo così chiaro e inequivocabile? Pereira è un vecchio giornalista, grasso e cardiopatico. Vive solo e lavora solo, in una minuscola stanza che dovrebbe essere…

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