La straniera di Claudia Durastanti: una miscela di coraggio e talento narrativo

In Claudia Durastanti, classe 1984, ho scoperto una scrittrice dalla forte personalità. Nel suo ultimo libro, La straniera, ho trovato una miscela di coraggio e talento narrativo.

Il coraggio di raccontare di sé e della propria famiglia ad un’età ancora giovane, quando tutti sono ancora testimoni e il futuro è lì davanti, pronto a smentire. Il coraggio di esporsi, di “saltare nel cerchio infuocato” del memoir senza mascherarsi (proteggersi) dietro alla fiction.

Il talento di essere vivi in una storia che funziona, con uno stile letterario asciutto e allo stesso tempo emotivamente denso, senza mai perdere l’equilibrio e cadere nel buonismo, nell’autocommiserazione o nell’autoindulgenza.

Il pericolo c’era. Figlia di genitori sordi e poveri, nata a Brooklyn da madre italiana e poi immigrata di ritorno in Basilicata durante l’infanzia, l’autrice si fa strada nella vita fino ad approdare alla Londra un po’ buia dei giorni nostri.

Disabilità, povertà, immigrazione, identità culturale… tutti temi che ben si prestano a scivoloni, ma Claudia Durastanti non scivola. Anzi, si prende il tempo di riflettere su questi temi e sembra in grado di dare a tutti uno scrollone, analizzandoli sotto una luce cruda e sforzandosi di fare un salto dal punto di vista personale a un discorso collettivo.

Un altro elemento che percorre il libro è la sensazione, comune a molti millennials, di essere sempre fuori posto, fuori tempo, fuori norma. L’identità sembra inafferrabile, non solo in senso sociale e culturale, ma esistenziale.

“Non c’è nessuna violenza nella mia vita che io riesca a ricordare senza ridere” si legge ne La straniera, finalista al Premio Strega 2019. Perché quando il tempo passa i fatti, anche se non smettono di fare male, prendono una forma diversa. Si possono raccontare, e il racconto contribuisce a trasformarli in qualcosa di nuovo.

Il rapporto tra contenuti autobiografici e finzione è stato a lungo dibattuto e salta sempre fuori quando ci si imbatte in libri come La straniera. In questa intervista la scrittrice racconta di aver sentito paragonare il suo libro a una lettera d’amore e di aver pensato che “forse la lettera d’amore è uno dei generi più limpidi quando ci interroghiamo sul rapporto tra finzione e realtà: è come chiedersi ‘quanto c’è di vero?’ nel messaggio che scriviamo per l’altro. I fatti magari sono incerti, ma il sentimento è tutto vero.”

E io non posso che essere d’accordo, in quello che ho percepito da lettore: il sentimento è tutto vero, come il talento di Claudia Durastanti.

la straniera

Il libro

Titolo: La straniera
Autore: Claudia Durastanti
Anno di pubblicazione.: 2019
Casa Editrice: La nave di Teseo
Pagine: 285
Prezzo: € 18

[foto dell’autrice da amabiliconfini.it]

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